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APPENDICE
ESEMPIO DI COLTIVAZIONE INDOOR PER USO ESCLUSIVAMENTE PERSONALE

Sperando che presto sia riconosciuto agli esseri umani, da parte di altri esseri umani, il diritto di far crescere ed usufruire di un vegetale.
Dove le condizioni climatiche o qualunque altro impedimento, come la necessità di sicurezza personale o soltanto il fatto di vivere in un centro urbano, non consentano sempre di poter avere raccolti soddisfacenti all'aperto, può essere molto interessante considerare la possibilità di coltivazione in un locale chiuso, con luci artificiali.
Una lampada al sodio versione "agro" (con più blu nello spettro rispetto ai modelli normali) è la migliore per essere utilizzata dalla nascita alla raccolta delle piante. Una lampada da 400 Watt potrà illuminare un' area di 1 m2, aumentabile del 20-30% grazie alla riflessione delle pareti (una superficie color bianco non lucido è la migliore in termini di costo/riflessione della luce/ praticità). Scegliendo una varietà precoce e con infiorescenze compatte (generalmente "indica" o incroci "indica/sativa") (La stragrande maggioranza delle varietà di canapa del mondo sono "sativa". La varietà "indica cresce, allo stato libero, quasi esclusivamente sulle montagne dell' Indu-Kush (fig, 28). Molti coltivatori preferiscono l'effetto delle "sativa"; più mentale, più lucido e tonico. La pianta dello Indu-Kush dà un effetto più fisico, più rilassante, uniti ad un alto potenziale psicoattivo. Purtroppo gran parte delle migliori varietà "sativa" hanno un ciclo di crescita molto lungo, sono di grossa taglia e producono infiorescenze meno compatte (e quindi con minor materiale) della "indica". Per questo motivo in caso di coltivazione indoor, in cui è importante cercare di avere la massima quantità di raccolto nel minor tempo e nel minor spazio possibili, senza trascurare la qualità, si utilizzano per lo più varietà "indica" o incroci "indica/sativa ", in cui si manifestino le qualità più desiderate.)
e lavorando al meglio si potranno avere 200-400 grammi di infiorescenze dopo 4 mesi circa, ed in seguito una quantità simile ogni 60-80 giorni, in un' area di 120 cm. di lato.
In un' area del genere si potranno sistemare 64 vasetti (quadrati, di plastica) di 15 cm. di Iato. Riempiti i vasi di terriccio leggero e piazzato in ogni vaso uno o due semi (in caso non nascano tutti, in ogni caso non potrà crescere più di una pianta per vaso), si innaffi il terreno e si coprano i vasi con un foglio di pellicola trasparente per evitare che si secchi lo strato superficiale. La lampada dovrà essere distante almeno 60 cm. dalle cime delle piante e poter essere quindi spostata verso l'alto durante la crescita (se fosse troppo in alto non arriverebbe abbastanza luce). All'inizio, e per tutta la fase di crescita vegetativa si daranno alle piante 18 ore di luce e 6 di buio al giorno. Un timer (con un relé) è indispensabile per assicurare una corretta regolazione del ciclo giorno/notte. Sarà necessario un estratto re d'aria (un ventilatore che spinga l'aria fuori dall' ambiente di coltivazione) che possa sostituire continuamente l'aria utilizzata dalle piante (privata dell' anidride carbonica, necessaria alla fotosintesi e quindi alla crescita) e che eviti la formazione di muffe e funghi.
Le pareti dell' ambiente di crescita, bianche, non dovranno permettere l'infiltrazione di luce dall' esterno, perché in caso di mancanza di oscurità totale durante le ore di "notte", in fioritura si potranno avere strani fenomeni come ermafroditismo, ritardi della fioritura o mutazioni nella crescita.
Sotto ai vasi sarà necessario un telo impermeabile per trattenere l'acqua che potrà fuoriuscire dai vasi dopo le irrigazioni (il terriccio dovrà sempre mantenersi umido, ma l' acqua non dovrà mai ristagnare). Sarà utile un termometro per il controllo della temperatura (25 gradi).
Non appena si vedranno spuntare le piantine si dovrà togliere la pellicola trasparente dai vasi, e per i primi 15 giorni le piante potranno essere irrigate solo con acqua.
Si potrà poi cominciare ad usare un fertilizzante mischiato all'acqua, ricco in azoto e possibilmente organico (non esagerare: con un eccessivo uso di fertilizzante le foglie cominciano ad arricciarsi e ad apparire come bruciate. Lavare immediatamente il terreno con abbondante acqua per permetterne il dilavamento).
Dopo 8-10 settimane di crescita vegetati va si cambierà il ciclo giorno/notte e si daranno 12 ore di luce e 12 di buio per stimolare la fioritura. Le percentuali di fertilizzanti dovranno cambiare, perché in questa fase le piante avranno più esigenza di fosforo e potassio. Spesso nelle coltivazioni indoor si possono manifestare carenze di magnesio. Usare un complesso minerale ricco di microelementi.
Trascorsi 8-15 giorni si vedranno chiaramente i primi fiori e si dovrà procedere all'allontanamento di tutte le piante maschio presenti. Questa operazione permetterà di avere un raccolto di "sinsemilla" e permetterà alle femmine di avere più spazio per sviluppare più infiorescenze.
Dopo circa 6-8 settimane di ciclo di fioritura si potranno individuare le piante che più si avvicineranno all'ideale personale. Si prepari un altro ambiente di crescita, delle dimensioni del primo, e lo si equipaggi con una lampada a ioduri metallici, più adatta per la sola fase di accrescimento vegetativo. Scelte le 2-4 migliori piante, si potino di queste le infiorescente in più avanzata maturazione, cercando di lasciare quanto più possibile intatto l'apparato fogliare (almeno il 40%). Si trapiantino le piante potate in un vaso più grande (30 cm. in diametro) e si provveda un' abbondante fertilizzazione azotata, senza esagerare.
I nuovi vasi saranno sistemati nel nuovo ambiente, dove verranno fornite loro 18 ore di luce e 6 di buio al giorno. Sarà meglio mantenere la lampada più distante dalle cime delle piante (80-90 cm.), perché le lampade a ioduri metallici emettono più calore, e potrebbero bruciare le punte."
In breve le piante potate ritorneranno in fase di accrescimento vegetativo, e da queste piante potranno essere ricavate numerose talee per diversi mesi. Mantenendo un ciclo di 18 ore di luce le piante potranno continuare a produrre nuovi rami e foglie, senza fiorire, per un tempo indefinito.
Tutte le talee ricavate saranno uguali alla pianta madre, e so/anno tutte femmine.Per far radicare le talee, si possono lasciare le nuove pianti ne nello stesso ambiente delle piante madri, cambiando temperatura e umidità dell' aria (20-23 gradi, 80% di umidità); oppure si può utilizzare un tubo al neon sopra ad una scatola di germi nazione (il tubo fluorescente dovrà essere ad una distanza di 5-15 cm. dalle cime delle talee).
Le talee, provenendo da una pianta adulta, potranno essere poste in fase di fioritura non appena avranno iniziato a sviluppare radici, ma sarà meglio, dopo averle trapiantate in vasi da 15 cm di Iato, farle crescere ancora per almeno un paio di settimane.
Prima di portare le nuove pianti ne nell' ambiente di fioritura (intanto si sarà provveduto al primo raccolto, dopo 8-10 settimane di fioritura), sarà necessaria una pulizia accurata del locale e di tutto quanto si troverà in questo ambiente.
Dopo 5-6 potature (un anno) le piante potranno cominciare a perdere energia: nelle nuove talee potranno mostrarsi fenomeni di nanismo, ermafroditismo, ecc. Sarà meglio a questo punto ripartire da semi (nel locale dove si trova la lampada a ioduri metallici) e lasciar finalmente fiorire le piante madri, trasportandole sotto la lampada al sodio (12 ore).
Le piante di canapa emettono un forte odore caratteristico. Per evitare che questo possa causare problemi di sicurezza personale, sarà sufficiente uno ionizzatore per ambiente ( generatore di ioni negativi, che eliminano gli odori e parzialmente sterilizzano l'aria) posto vicino agli ambienti di coltivazione.
Con due lampade in funzione, una per 18 ore ed una per 12, avremo un consumo di 12 KW al giorno, più circa 2-3 KW per i reattori delle lampade, il timer, l' estrattore d'aria e le dispersioni nei contatti, arrivando ad un consumo totale di circa 15 KW giornalieri, l'equivalente di uno scaldabagno domestico (1200 watt) in funzione per 12-13 ore al giorno.

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