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COLTIVAZIONE IDROPONICA

Per coltivazione idroponica si intende una tecnica in cui le piante coltivate traggono il loro nutrimento esclusivamente dalle sostanze disciolte nell'acqua assorbita dalle radici.

Secondo me, il paragone fra una pianta "bio", cresciuta con nutrimenti più organici possibile, di cui la maggior parte presenti nel terreno, ed una "idro", alimentata solo con sostanze solubili, é un poco come nutrirsi di cibi freschi, con qualche integrato re se necessario, oppure esclusivamente con estratti (utile per un'astronauta, ma inadatto per tutti gli altri). Comunque, con un dosaggio sapiente dei nutrimenti, una pianta cresciuta con metodo di coltivazione idroponica potrà avere cicli di crescita più rapidi, una maggior resa finale ed anche una maggior concentrazione di THC della stessa pianta cresciuta "bio" (il suo effetto sarà forse potente, ma molto "chimico"). Per questi motivi, alcuni coltivatori preferiscono un impianto idroponico.

Nella coltivazione idroponica l'assorbimento di nutrimenti tramite le radici non avviene nel terreno, dove normalmente questi nutrimenti si trovano, ma in un medio sterile, in cui, con regolarità, viene introdotta una soluzione di acqua con le sostanze di cui hanno bisogno le piante in quel momento.

Il medio può essere costituito da: lana di roccia (il più usato per la radicazione), perlite, argilla espansa (il più usato per la crescita e fioritura), ghiaia, fibra di cocco, addirittura polistirolo a pezzetti, o qualunque materiale in grado di permettere alle radici di svilupparsi e ancorarsi, mantenendo caratteristiche di neutralità di PH e sterilità, senza sviluppare muffe quando bagnato.

Oppure le radici possono rimanere sospese in aria, al buio, ed innaffiate regolarmente e frequentemente con la soluzione nutritiva. In questo caso bisognerà ancorare in qualche modo il fusto delle piante, per permettere loro di reggersi (coltivazione aeroponica).

Il fatto che il medio sia sterile, significa che non contiene alcun nutrimento per le piante. Tutte le sostanze necessarie al mantenimento e allo sviluppo delle piante, dovranno essere loro somministrate sotto forma di soluzione liquida, che verrà assorbita dalle radici.

Questo permette un controllo ed una responsabilità totali sulle sostanze che verranno assimilate, e la possibilità in questo modo di sfruttare al massimo (solo con una conoscenza perfette dei bisogni della pianta) il potenziale di accrescimento e produzione delle piante.

Il fatto che non ci sia terreno intorno alle radici, permette loro di assorbire molto più ossigeno (molto di più, anche del terreno più sciolto e arieggiato), e di conseguenza, la possibilità di assorbire un quantitativo maggiore di tutti i nutrimenti e crescere più velocemente.

I sistemi idroponici si distinguono in attivi e passivi: in quelli passivi la soluzione non é in movimento, e viene assorbita dal medio sterile e dalle radici tramite uno (o più) stoppino, che si impregna di liquido e lo trasporta per capillarità verso l'alto. Questo sistema é molto semplice, ma ha lo svantaggio di non permettere che le radici siano più ossigenate che se cresciute in terreno naturale. E' un buon sistema per radicare le talee.

Nei sistemi attivi, la soluzione di acqua e fertilizzante viene ripetutamente messa in circolazione, va a contatto con le radici, una parte di essa viene assorbita, e poi ritorna nel serbatoio di partenza (che possa contenere la maggior quantità di soluzione possibile: non cambierà troppo rapidamente il PH), o viene gettata. Le radici, durante le pause, rimangono a contatto con l'aria, e possono assorbire una quantità di ossigeno decisamente maggiore che in ogni terreno, anche il più aerato.

Il sistema attivo che può dare i migliori risultati é costituito da una pompa elettrica, che ad intervalli regolari faccia scorrere la soluzione per 20-30 minuti. La frequenza dei cicli di irrigazione potrà variare a seconda del drenaggio del medio di partenza: da 2-3 volte al giorno con un medio a lento drenaggio, come la vermiculite, a 5-6 volte o più in caso di materiali che lascino scorrere via l'acqua rapidamente, come l'argilla espansa per orticoltura.

Un' irrigazione dall' alto, con irrigatori a goccia, permetterà di ossigenarsi anche alla soluzione nutritiva, e darà migliori risultati che dal basso.

In caso di coltivazione aeroponica, la soluzione nutritiva verrà nebulizzata sulle radici ad intervalli ravvicinati: ogni 15 minuti, per 10-15 minuti.

Controllare continuamente il PH e l' EC della soluzione, che potranno variare ad ogni irrigazione.

Il PH migliore per la cannabis cresciuta in idroponia é intorno ai 6,3. L' EC dovrà cambiare a seconda dello stadio di crescita: da 0-1 per la germinazione e l' attecchimento delle radici delle talee, a 1-2 durante la crescita, fino a 2-2,5 in fioritura.

Non fate rischiare alle piante un' overdose: se dovessero manifestarsene i sintomi, bagnate con sola acqua fino alla ripresa dello sviluppo. Per ogni problema di carenze o eccessi, cambiate immediatamente il fertilizzante usato.

La soluzione di acqua e fertilizzanti deve essere controllata continuamente e cambiata spesso (ogni settimana), per evitare un accumulo di sali tossici e squilibri nutritivi (le piante utilizzano solo le sostanze di cui necessitano in quel momento, gli altri fertilizzanti presenti nella soluzione e non utilizzati potranno raggiungere rapidamente concentrazioni troppo elevate).

La temperatura dell' acqua deve essere simile a quella dell' aria, ideale fra i 22 e i 24 cC. Se l'acqua é più calda dell' aria ci sarà una forte evaporazione ed un innalzamento dell' umidità relativa; se più fredda le piante rallenteranno la crescita.

Spesso le piante coltivate con metodo idroponico possono essere carenti di calcio, che sovente non viene usato nelle soluzioni in commercio, perché la sua presenza farebbe occludere rapidamente gli ugelli di uscita dell' acqua negli impianti con gocciolatoi o spruzzatori individuali. Si irrighi di tanto in tanto con una soluzione ricca di calcio e poi si lavino tutti gli irrigatori.

La taglia delle piante coltivate con metodo idroponico può essere contenuta più facilmente, perché non ci sarà bisogno di contenitori grandi, con riserva di nutrimenti, e le radici potranno rimanere in contenitori da 5 a 15 litri.

I tempi di coltivazione, con un sistema ben impostato, potranno andare, rispetto alle stesse piante coltivate in terreno, dai 15 ai 25 giorni in meno per un intero ciclo di coltivazione, dalla posa del seme (o dal taglio della talea) alla raccolta.

Le rese potranno essere superiori, in quantità, fino al 20-30%, ma la qualità ...é questione di gusti.

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