blog.punkabbestia.com
[ start | index | login or register ]
start > canapa > Derivati
DERIVATI

L' assunzione dei principi attivi della cannabis si può ottenere tramite inalazione della sostanza, bruciata o vaporizzata, oppure tramite ingestione.

I principi attivi sono presenti soprattutto nella resina della cannabis, che viene prodotta principalmente sulle infiorescenze (grappoli di fiori e foglioline vicine a questi) femminili. La resina é presente anche in tutte le altre parti esterne della pianta, ma in concentrazioni molto ridotte rispetto alle infiorescenze. I cannabinoidi si trovano anche, in piccole quantità, nei tessuti interni della cannabis.

Questa resina conterrà fino al 50% di cannabinoidi, ed é tradizione in alcune culture (principalmente lungo la fascia che va dal Marocco, attraverso il Nord Africa e l'Asia minore, compresi Libano, Grecia, Turchia e le montagne del Caucaso, fino all'Himalaya, dall'Afghanistan al Nepal) raccogliere la resina stessa in forma più o meno pura (esente da altre parti vegetali), che, attraverso diverse manipolazioni, darà luogo all'"hashish".

Principalmente ci sono due modi tradizionali per ricavare l'hashish: dopo l'essiccagione dei fiori, questi vengono passati su di un setaccio: le ghiandole ("palline") di resina matura hanno una grandezza che va dai 60 ai 120 micron a seconda della varietà e del grado di maturazione, quindi i buchi del setacci dovranno essere di poco più grandi, 140 micron é l'ideale (i setacci di metallo polverizzano più materia vegetale e quindi danno un prodotto di qualità inferiore). Poi il materiale secco viene scosso, e, per qualità inferiori, sbriciolato e scosso, percosso o addirittura sfregato per provocare il distacco della resina dalle parti vegetali, resina che passerà attraverso il tessuto assieme a più o meno materia fogliare polverizzata. Il prodotto può essere purificato ulteriormente (viene fatto solo per prodotti di alta qualità) usando un setaccio con i buchi più piccoli della resina, che lascerà passare le impurità di misura inferiore. Segue poi una pressatura del materiale ricavato: a freddo o a caldo, a mano o con presse.

Oppure si sfregano delicatamente fra le palme delle mani i fiori (asciutti! deve evaporare la rugiada e, possibilmente, le piante devono essere scaldate dal sole) delle piante ancora vive, e si stacca la resina che é rimasta attaccata alle mani stesse. Questo metodo si usa soprattutto in Himalaya, ed é molto laborioso: in un giorno di lavoro é difficile ricavare più di 2030 grammi di resina di buona qualità (senza troppi frammenti di foglie o pistilli), o più di 5-10 grammi di "crema", resina purissima. Il prodotto così ottenuto é detto "charas".

Recentemente si estrae la resina in un modo che può sembrare incredibile, ma che può dare le più alte rese e la miglior qualità possibile, senza richiedere grande esperienza. Il principio é che la resina matura é più pesante dell'acqua, e le altre parti vegetali della canapa sono più leggere. Inoltre bisogna considerare che, se l'acqua é sufficientemente fredda (2 gradi max.), la resina non si attacca, né a sé stessa, né ad altre superfici fredde.

Si utilizza un secchio pieno di acqua fredda, con dentro due sacchi (in nylon, plastica robusta, o neoprene) il cui fondo sia stato sostituito da due filtri (nylon, poliestere o seta), il superiore con i buchi da 140-150 micron e quello sotto da 60-70 micron (si possono utilizzare anche una serie di filtri con buchi di grandezza decrescente, per raccogliere la resina nei suoi diversi stadi di maturazione).

Il metodo di estrazione più comune è quello di mettere a bagno la cannabis nel secchio con i filtri e l'acqua fredda. Si aggiungerà all'acqua il 5+ 10% di ghiaccio a cubetti o a pezzi: il contatto con il ghiaccio facilita il distacco della resina. Si aziona poi una frusta (a mano o elettrica) del tipo per sbattere le uova, per alcuni minuti, e si lascia depositare il tutto per 20+30 minuti. Si avrà una separazione del materiale, e la resina si depositerà sul filtro inferiore.

Per un prodotto di altissima qualità si bagna e poi si fa congelare a strati sottili il materiale da cui estrarre la resina. Si introduce il materiale congelato nel secchio con l'acqua fredda e si agita fino a che il ghiaccio che ricopriva l'erba si sarà sciolto. Con il ghiaccio si staccherà la resina, che tenderà ad andare verso il fondo e si depositerà fra i due filtri.

Se l'acqua non fosse sufficientemente fredda, la resina tenderà ad agglomerarsi, intasando il filtro con i buchi più piccoli e rendendo più laboriosa l'operazione. La parte più difficile sarà l'asciugare a dovere la resina, che se rimanesse umida si deteriorerebbe rapidamente. Il risultato migliore si ha asciugandola a mano: lavorandola fra le mani finché, dopo essere uscita tutta l'acqua, si agglomererà da sola e sarà identica ad un vero pezzo di hashish. Il prodotto così ottenuto, se ricavato da piante secche sarà simile ad un hashish di ottima qualità, tipo i migliori marocchini o afghani (si chiama ice-o-hash, dall'apparecchio in commercio per questo lavoro: ice-o-lator); se ricavato da piante fresche, ancora vive, sarà uguale alla "crema" di charas, e si chiama ire cream (grazie a Singa per il nome).

Sono allo studio macchinari ad ultrasuoni e a campi di elettricità statica per permettere il distacco della resina.

Per estrarre tutti i cannabinoidi presenti nel materiale vegetale della cannabis, sarà necessario ricorrere ad un solvente. I cannabinoidi non sono solubili in acqua, ma si mescolano molto bene con i grassi organici, gli alcoli e i solventi inorganici derivati dal petrolio.

Se disciolti nei grassi organici, da questi sarà possibile separarli solo con un attrezzatura da laboratorio, o utilizzare il materiale per preparazioni alimentari.

Di tutti gli altri solventi, l'alcool etilico non é il più selettivo (discioglie non solo i cannabinoidi, ma anche la clorofilla e altre sostanze presenti nella cannabis), ma é l'unico a poter essere introdotto nell'organismo umano in piccole quantità senza provocare forti intossicazioni. Gli estratti ricavati con l'uso di solventi derivati dal petrolio devono essere sottoposti a ripetuti lavaggi e purificazioni, se no i loro residui, estremamente tossici, potrebbero provocare danni fisici anche gravi agli utilizzatori del prodotto.

L'estratto di canapa (olio), può anche essere usato a scopo ricreazionale, ma soprattutto é stato utilizzato a lungo come medicinale per la maggior parte delle infermità dell'uomo (e non solo, anche a scopo veterinario). Serve per curare qualsiasi tipo di infiammazione, é un antidolorifico eccezionale ed un antibiotico per uso esterno miracoloso.

L'estratto di cannabis, venduto fino agli anni '50 in tutte le farmacie, é sempre stato fatto con alcool etilico.

Si lascia macerare (a temperatura ambiente, richiede più tempo ma é meglio per gli aromi) in dieci volumi (per un'estrazione completa) di alcool etilico puro (95-99%) il materiale, resina o erba (sempre finemente polverizzata) da 5 a 28 giorni. Si filtra li tutto (insieme al solvente e alle sostanze disciolte non devono rimanere parti solide, i filtri di carta fanno un buon lavoro) e si fa poi evaporare l'alcool (a bagnomaria: l'acqua evapora a 100 gradi, l'alcool a 78,3; o con un distillatore, per recuperarlo). Evaporato tutto il solvente, sul fondo del recipiente che lo conteneva rimarrà l"'olio", la cui composizione dipenderà da quella del materiale di partenza, e che potrà contenere fino al 60% di resina.

Con l'erba si ottengono rese intorno al 10% e con l'hashish del 20-25%.

back to canapa

Configure this box!

  1. Login in
  2. Click here: snipsnap-portlet-1
  3. Edit this box
Help
For hints about formatting text see snipsnap-help.

Logged in Users: (0)
… and a Guest.



< June 2010 > (Derivati)
SunMonTueWedThuFriSat
12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930

Blogrolling:
>>Langreiter
>>Earl
>>henso
>>Java Blogs
>>Rickard

XHTML 1.0 validated
CSS validated
RSS 2.0 validated
RSS Feed

Powered by SnipSnap 1.0b2-uttoxeter


15px-Copyleft.svg>>punkabbestia