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PRODUZIONE SEMI

La produzione di sementi di cannabis é un lavoro che permette di non dipendere dal mercato, di mantenere i caratteri voluti nelle generazioni successive o di creare nuove varietà (che potranno diventare di mercato).

In natura il trasporto del polline prodotto dai fiori dei maschi della cannabis é affidato al vento, nel momento dell'apertura di ogni singolo fiore. Se in una coltivazione indoor si seguisse lo stesso sistema, basterebbe un maschio ad impollinare decine di femmine: si avrebbero moltissimi semi (a volte può essere utile), ma si perderebbe un possibile raccolto di "sinsemilla".

Per avere una produzione di semi limitata al fabbisogno, con la possibilità di controllo dei genitori e dei loro caratteri, sarà necessario isolare le piante di sesso maschile dalle femmine, non appena mostreranno i fiori immaturi, assolutamente prima che anche un solo fiore si apra (e rilasci migliaia di grani di polline).

Si scelgano gli individui migliori in quanto a caratteri genetici riconoscibili, che per le piante indoor saranno: velocità di crescita, precocità di maturazione, compattezza delle piante e contemporanea buona ramificazione con interno di vicini, assoluta mancanza di parassiti e buona robustezza generale, infiorescenze più compatte possibile (vale anche per i maschi, per fissare un carattere genetico importante in interni), tolleranza a squilibri nello sviluppo. Fattori come il profumo, la quantità di resina delle generazioni successive, il rapporto fiori/foglie, la grandezza dei fiori e la potenza delle future piante sono impossibili da determinare nei maschi, e si cercherà di portarli con il patrimonio genetico delle femmine che verranno impollinate.

Nei maschi prescelti si formeranno grappoli di fiori, che andranno raccolti non appena i primissimi fiorellini avranno cominciato ad aprirsi e a rilasciare il polline. In questo momento molti fiori saranno gonfi di polline, termineranno la maturazione seccando e si apriranno, rilasciando il polline su una superficie ben liscia (carta oleata o plastica) che si sarà provveduto a sistemare sotto ai fiori stessi.

Questo polline potrà essere raccolto e conservato anche per mesi (al buio, freddo -non in freezer -, asciutto e con la possibilità di "respirare"), fino al momento in cui le femmine prescelte per essere inseminate saranno al massimo del loro potenziale riproduttivo, cioè quando i pistilli visibili sulle infiorescenze femminili saranno ben formati (e le infiorescenze saranno cresciute a sufficienza, dopo 3-4 settimane dalla comparsa dei primi pistilli), ma ancora bianchi, segno che sono vitali per ricevere il polline e trasportarlo all'interno del calice, dove si formerà il seme.

Per evitare che vengano ad essere in seminate anche altre piante femmine presenti (ricordiamoci che il polline é leggerissimo, vola con estrema facilità e rimane vitale per lungo tempo), sarà necessario trasportare temporaneamente le piante prescelte per produrre semi fuori dalla piantagione, lontano dalle femmine che non devono essere impollinate.

Non sarà necessario impollinare tutta la pianta: su di una singola infiorescenza si possono formare decine di semi, su un singolo ramo, centinaia. É possibile, per il resto delle infiorescenze della pianta, non venire a contatto con il polline e dare una produzione di normale sinsemilla.

Mettere il polline della pianta maschio prescelta in un sacchetto (di carta, per permettere la traspirazione; per rami interi vanno bene i sacchetti dei "grissini", esistono comunque sacchetti di tutte le dimensioni) e introdurre la parte di pianta con le infiorescenze nel sacchetto stesso. Chiudere alla base senza strozzare il ramo della femmina (con nastro adesivo si fa un buon lavoro), e scuotere il sacchetto (senza rovinare il ramo).

Sarà bene scegliere un ramo basso, per evitare che il polline cada su altri rami. Eseguire questa operazione in assenza di vento.

Dopo un paio d'ore (o poco più) togliere il sacchetto con cautela, per evitare che il polline voli dappertutto. Lasciare la pianta così impollinata almeno per due-tre giorni in isolamento dalle altre e lavarla abbondantemente con acqua nebulizzata prima di rimetterla insieme alle sue simili non impollinate, per evitare di trasportare del polline nell'ambiente di fioritura.

L'avvenuta impollinazione si noterà dal seccare e cadere rapido dei pistilli (2-4 giorni) e l'inizio del rigonfiarsi delle brattee dei fiori femminili.

Dopo qualche giorno (10-15) si comincerà a vedere il seme all'interno, e dopo circa un mese-40 giorni dall'impollinazione, il calice comincerà ad aprirsi, per permettere al seme ormai maturo (deve essere ben scuro, senza più parti verdi o bianche) di cadere a terra e generare una nuova pianta.

La maturazione finale dei semi avviene durante l'essiccagione delle infiorescenze, che conterranno sicuramente meno resina di quelle non impollinate, ma nelle stesse percentuali dei diversi cannabinoidi.

I semi devono a questo punto essere riposti in luogo fresco e asciutto per almeno un paio di mesi prima di essere piantati.

Con questa tecnica é teoricamente possibile incrociare la stessa femmina con più maschi diversi, utilizzando un diverso ramo per ogni diverso polline, ma é molto meglio utilizzare a questo scopo diverse talee, radicate e al picco dello stadio riproduttivo, ricavate dalla stessa "madre".

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