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TERRENO & CONTENITORI

La canapa cresce bene in un terreno fresco, ben drenato, di PH vicino al neutro e ricco di sostanza organica.

Nel caso di coltivazione indoor, bisognerà fornire alle nostre piante una quantità di terreno sufficiente al loro sviluppo (il volume di radici sarà pari al volume della parte aerea) e della miglior qualità possibile. Si può stimare che, a parte il primo mese di vita, le piante necessitino di circa 5-1O litri di terreno per ogni mese successivo.

Una quantità abbondante di buon terreno costituirà la base nutritiva delle nostre piante, permetterà di avere una riserva di nutrimenti disponibile a lungo, avrà un effetto "tampone" sull'acqua, permetterà un ampia crescita delle radici ed un raccolto ricco e bilanciato nei componenti. D'altra parte bisogna considerare che con una disponibilità ampia di terreno le piante, soprattutto se provenienti da semi, tenderanno a diventare esageratamente grandi per un ambiente ristretto. Bisognerà trovare un compromesso, e fornire una parte di nutrimenti con l'acqua di irrigazione.

Bisogna iniziare sempre con il miglior terriccio disponibile in commercio. Non utilizzate mai la terra proveniente da esterni, provenisse anche dall'orto che dà la miglior verdura possibile: in un vaso diventerebbe presto durissima da penetrare per le radici e le piante non riuscirebbero più a crescere. In più potrebbe contenere insetti, le loro uova, o spore di funghi.

Il terriccio scelto non deve avere una reazione acida se bagnato e sarà il più ricco in contenuti nutritivi fra quelli reperibili (spesso tenderà a diventare acido, e bisognerà correggerne il PH).

Dovrà essere di una tessitura piuttosto fine ma al con tempo non appesantirsi troppo a contatto con l'acqua. I terricci reperibili nei negozi specializzati sono specifici per le esigenze delle cannabis, e migliorabili secondo le nostre.

Utilizzare sempre terreno nuovo per ogni piantagione. Il terreno proveniente da coltivazioni precedenti potrebbe contenere insetti, uova, spore o microorganismi patogeni, sarà privato degli elementi nutritivi, ricco di scorie tossiche e diventerà rapidamente troppo compatto per una buona aerazione delle radici.

Potrà essere un ottimo ammendante del terreno in un orto esterno, ma non utilizzatelo in vasi, nemmeno per altri generi di piante.

Le radici hanno bisogno di ossigeno, e per garantire loro una presenza di aria costante bisognerà mischiare al terriccio un materiale che trattenga l'aria. Il migliore è la perlite: di grana piccola, leggerissima, naturale, sterile, neutra e poco costosa. Altri materiali possono essere l'argilla espansa, la vermiculite (ottima per la semina, perché trattiene più acqua della perIi te) e diversi tipi di rocce porose e vulcaniche (tipo zeolite, ottima per i terricci da utilizzare nei trapianti successivi alla semina e ricca di acidi umici e fulvici); la sabbia grossa va bene, ma é pesante: se ne può utilizzare un poco in caso di terricci molto leggeri.

Il PH indica se il terreno è acido o alcalino, ed è espresso da una scala da 1 a 14. Più è basso e più è acido, più è alto e più diventa alcalino. Si dice neutro quando sulla scala indica 7. La canapa cresce al meglio, riuscendo ad assimilare il massimo di sostanze nutritive se il PH è fra il 6 e il 7. 6,5-6,8 sarebbe perfetto (in caso di coltivazione idroponica -vedi- il PH deve essere leggermente più basso, intorno al 6,3).

Secondo il grafico riportato sotto, le diverse sostanze nutritive potranno essere assimilate in quantità maggiori o minori, a seconda del PH del terreno. L'azoto, il potassio, il calcio e il magnesio richiedono un PH piuttosto alto (7 e oltre) per la massima disponibilità, mentre il fosforo e i micronutrienti saranno utilizzabili appieno solo con un PH inferiore a 7.

graficonutrimenti

Le radici si abituano ad un certo grado di PH, ed ogni cambiamento rapido, se i valori iniziali erano corretti, porterà soltanto a problemi di adattamento e ritardi nella crescita. D'altra parte, un terreno di crescita ricco di materiale organico tende nel tempo a diventare più acido. Questo fatto, se il cambiamento di acidità si mantiene su livelli bassi, da circa 7 a 6-6,5, ed avviene lentamente, può essere utile per una migliore utilizzazione dell'azoto nella fase di crescita, ed una maggiore disponibilità di fosfo ro in fioritura. Un PH oltre il 7,5 o inferiore al 5,5 sono inadatti alla crescita delle cannabis.

I fertilizzanti organici (e di origine minerale) saranno il nutrimento delle nostre piante, e potranno essere di effetto lento (mescolati al terreno) o rapido (somministrati durante le varie fasi di sviluppo). I fertilizzanti chimici danno un rapido effetto e sono efficaci, ma sono tossici per i futuri consumatori delle piante e influiscono molto sul sapore finale del prodotto, lasciando un gusto decisamente sgradevole.

Per la preparazione di un buon terreno di crescita bisogna tener conto che la richiesta di ossigeno da parte delle radici dovrà essere tanto più facilitata quanto più le piante (o a maggior ragione le talee) sono giovani. Al contrario, più avanzeranno nella crescita e maggiore sarà la richiesta di nutrimenti, che dovranno essere presenti nel terreno e aggiunti all'acqua di irrigazione.

Per l'attecchimento dei semi o la radicazione delle talee (primi 15 giorni) un terriccio specifico con l'aggiunta del 40-50% in volume (per i semi può bastare il 30 %) di perlite dà ottimi risultati. Non si aggiungeranno fertilizzanti: al limite un poco di fosforo (pochissimo!) sotto forma di guano di pipistrello, o di prodotti a base di alghe per non rischiare di bruciare le piantine.

La lana di roccia è il sostituto del terreno, usato quasi universalmente per la radicazione delle talee. La lana di roccia è cancerogena se respirata. Non è consigliabile usarla, visto che i risultati possono essere identici, con un poco di attenzione, se si usano terriccio e perlite, che per la sola radicazione può anche essere usata pura.

Durante la crescita vegetativa il terreno dovrà essere ricco di nutrimenti assimilabili e le radici dovranno crescere velocemente per permettere un rapido sviluppo della parte aerea. In questo caso l'ideale sarà un terreno preparato mischiando il 60% di terriccio con il 20% di perlite (o altro materiale poroso, anche di grana più grossa, tipo zeolite, rocce vulcaniche o argilla espansa) e il 20% di fertilizzanti organici e minerali con titolo basso, tipo letame ben maturo o humus di lombrico (vedi oltre -sostanze nutritive).

In fioritura le piante si gioveranno del massimo di sostanza nutritiva ben assimilatasi al terreno, e le proporzioni potranno essere di 40% di terriccio, 20% di perlite e altri materiali di grana più grossa e 40% (se perfettamente decomposto, ma non esageriamo!) di fertilizzante organico.

Una buona norma sarà quella di mischiare i vari componenti del terreno quanto prima possibile (la perlite e i vari materiali porosi possono anche essere aggiunti all'ultimo momento) e accuratamente per permettere un buon amalgama e una stabilizzazione delle reazioni (1-3 mesi prima dell'utilizzo).

La temperatura del terreno dovrà favorire la formazione delle radici e l'assorbimento da parte di quest'ultime delle sostanze nutritive. Una temperatura uguale o di poco differente a quella dell'aria circostante darà buoni risultati. Se il suolo dell'ambiente fosse freddo, mantenere i vasi distaccati da terra. Se la temperatura del terreno rimane inferiore ai 20°C si avrà un rallentamento sensibile della crescita. In questo caso possono essere utili delle serpentine riscaldanti (tipo quelle per rettilari) che consumano relativamente poca corrente elettrica e sono efficaci soprattutto in fase di germinazione e radicazione delle talee.

I contenitori migliori e più pratici sono i vasi di plastica. Sono leggeri, possono essere riutilizzati (lavarli sempre prima), permettono di trapiantare o di spostare con facilità una pianta e non marciscono né si rompono facilmente. Meglio siano quadrati piuttosto che rotondi: contengono più terreno e occu pano meno spazio. Con i vasi di plastica, l'unico inconveniente è che se il terreno si secca, tende a distaccarsi dalle pareti, facendo si che poi l'acqua di irrigazione scoli via rapidamente e che le estremità delle radici bru cino, se scoperte a lungo.

vasodiplastica

Bisognerà prima di ogni irrigazione controllare ed eventualmente pressare il terreno contro le pareti. Utilizzare sempre sottovasi singoli: eviterete di inzuppare il pavimento con l'acqua che inevitabilmente uscirà dai vasi, permetterete alle piante di recuperare quella stessa acqua, e potrete avere un controllo accurato delle esigenze d'acqua di ogni singola pianta.

I vasetti di torba si inzupperanno presto e si romperanno molto facilmente, soprattutto al momento del trapianto; quelli di terracotta permettono una migliore traspirazione, ma sono costosi, pesanti, si rompono facilmente e in caso di trapianto non è facile estrarre il pane di terra integro.

Per l'attecchimento dei semi o la radicazione delle talee, vasetti con un lato di 8-12 cm permetteranno un rapido sviluppo delle radici nei primi stadi di vita. Si trapianteranno presto (dopo 15-30 giorni max.) in vasi più grandi. Se da tale a, vasi da 20-40 cm di lato (15-25 litri di capacità) permetteranno che le piante non debbano più subire trapianti fino alla raccolta, una rapida espansione delle radici ed un conseguente rapido sviluppo della parte aerea.

Se da seme, sarà più pratico trasferire dapprima le piantine (sempre dopo 15-20 gg.) in vasi da 15-20 cm di lato (4-6 litri). Durante la fase di crescita occuperanno molto meno spazio, permettendo di mantenere molte più piante sotto ad una lampada.

Subito dopo la determinazione del sesso, le piante superstiti dovranno essere trapiantate in contenitori più grandi (25-40 cm). É possibile portare le piante a maturazione nei vasi da 15-20 cm, ma bisognerà fornire alle piante molto più nutrimento con l'acqua di irrigazione, stando molto attenti ai rischi di sovradosaggio (il primo sintomo è una colorazione delle foglie più scura, seguita da un arricciarsi verso il basso delle foglie stesse: sospendere i fertilizzanti e irrigare con abbondante acqua).

Le piante madri vegeteranno bene in mastelli (più comodi perché forniti di manici, utili per gli spostamenti) di 60-80 cm di di diametro (50-150 l. di capacità).

Fornire sempre ogni vaso di sottovaso, utile per evitare perdite di acqua e per controllare l'assorbimento dell'acqua stessa da parte di ogni singola pianta. L'acqua non dovrà mai ristagnare nei sottovasi per più di 24 ore, altrimenti potrebbero formarsi muffe e marciumi.

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